Compagna, madre, artista;
Jeanne Hébuterne visse la storia d'amore della propria vita accanto a un uomo divenuto leggenda, Amedeo Modigliani.
Togliendosi la vita giovanissima, all'indomani della morte di lui.
Il libro insegue pensieri e riflessioni, diario intimo ispirato dai disegni e dipinti che solo di recente gli eredi hanno reso pubblici. E che rivelano la sensibilità viva e la passionalità senza compromessi di una donna tormentata e innamorata, senza tempo.
Certo, da ascoltare e (ri)scoprire.



“Seduto al tavolino della Rotonde lui aspettava volti di passaggio da ritrarre. Stavo in pena per quel suo affannarsi commerciale.
A casa, su tela, si chetava.
Dipingendo, socchiudeva gli occhi, si avvicinava al disegno e – lo so – chiudeva l’orizzonte. Non vedeva neanche me.
Amore assoluto il mio, si confondeva su un campo sfuocato. Nebulosa di stanza e cose, mi ci mescolavo consapevole, divenivo vapore di forma, svanivo per un poco, pronta a ripresentarmi rinnovata alla sua ripresa di coscienza.
Tornava a me, allora. Entrambi turbati annientavamo rancore e aspirazioni nei corpi sudati.
Di volta in volta resuscitava il nostro nido, mio primo – e ultimo – passaggio autonomo.
In rue de la Grande-Chaumière la familiarità l’ho inseguita; mai conquistata”.


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